martedì 12 aprile 2016

Maxi Dylan Dog, recensione Gli Audaci

Va detto che Gli Audaci, dai tempi del Dr.Morgue, ci hanno sempre trattato bene. Con l'uscita del Maxi Dylan n.26 (e a fronte di un sostanzioso bonifico immaginario) si sono sperticati una recensione falsissima, ma che rende giustizia alla nostra arroganza di Figlie della Serva. Come sempre li ringraziamo di cuore, perchè li consideriamo un po' il nostro faro nell'ambito delle recensioni per la passione che ci mettono e non ultimo, perchè sono gentili.

Di seguito la parte che riguarda la nostra storia "Il Lago Nero", a questo link invece potete leggere l'intera recensione, con i commenti alle altre due storie presenti "In Fuga" di De Nardo - Torti e "Per amore del diavolo" di Chiaverotti.

Il lago nero, a firma delle super iper mega Audaci Rita Porretto e Silvia Mericone, ideatrici della più bella miniserie degli ultimi anni (Dottor Morgue, Edizioni Star Comics). Dopo il loro esordio dylaniato sulle pagine del Color fest 6, quello tutto al femminile dell’aprile 2011, con la storia La camera chiusa (con i disegni della talentuosa Simona Denna), le nostre amiche sfornano una storia di una perfezione totale che si fatica a capire perché sia stata esclusa dalla serie principe dell’Indagatore dell’incubo. La struttura iniziale è quanto di più straniante possibile:

Dylan non gioca in casa, ma è fuori città, vicino a un lago dove deve indagare su una casa apparentemente stregata nella quale abitano una giovane e bella fotografa di successo e la figlia dotata di poteri alquanto speciali. Le due autrici dimostrano, ancora una volta, e come se ce ne fosse ancora bisogno, di essere due talenti purissimi e di rappresentare il futuro femminile del fumetto italiano! In loro è sempre riconoscibile e apprezzabile una sensibilità rarissima e preziosa, la capacità di solidarizzare sia per le vittime sia per i carnefici (a loro modo, vittime anch’essi!) senza quella patina posticcia di moralismo o pietismo che unge le soluzioni narrative di altri autori ben più blasonati. Il finale a sorpresissima, poi, è quasi un unicum assolutamente non in linea con quelli più forti e drammatici, al cardiopalmo, della serie. L’incapacità o, meglio, impossibilità di Dylan di evitare che le cose vadano “come dovevano andare” rende il tutto molto più realistico e meno fumettoso: magari nella vita reale ci fosse un eroe che – nonostante tutti i suoi dubbi e le sue paure – riuscisse a risolvere la situazione e a salvare il più debole… Purtroppo non è così: e il lago nero, con le sue onde e i suoi gorghi, trascina nel profondo tutto e tutti.

Ma se questa storia è risultata così godibile il merito va anche a chi ha realizzato graficamente le idee della Porretto e della Mericone, e cioè l’esordiente su Dylan Dog Valerio Piccioni (classe ’67) e il veterano (il suo esordio sulla testata è del 1998) e maestro di audacia e simpatia Maurizio Di Vincenzo (classe ’58). Da ricordare la sua mostra personale organizzata per la Notte bianca a colori lo scorso agosto in quel di Laterza (Ta), evento che ha avuto un successo senza precedenti tanto che il vostro affezionatissimo Rolando è rimasto privo della stampa a tiratura limitata del maestro Di Vincenzo (il quale, però, in coppia con l’altro ospite, l’immenso Marco “Oltre la morte” Soldi, gli ha fatto un disegno di una bellezza tale che il Veloci ancora gongola quando lo vede).
 
Ripetiamo: storia di altissimo livello che meritava la serie regolare: ci sarà un motivo se la cover di Cavenago è rappresentativa proprio di questo Il lago nero?

6 commenti:

  1. voi due siete bone come Barbara Baraldi?(anche lei su dylan) Ci fate vedere una foto?

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  2. non siate timide, tanto più brutte della boldrini non potete essere

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  3. Questo blog si sta popolando di insospettabili geni.

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  4. ho capito, lo specchio lo spaccate

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  5. Ottima storia, la migliore dai tempi dei raminghi dell'autunno. Dylan deve indagare, fare domande, ragionare, tirare le fila ecc. E cavarsela da solo. E poi ci deve essere l'horror. Purtroppo il Recchioni non ha capito un cazzo del personaggio. Per lui è uno spettatore perseguitato dalla sfortuna. E pure fortemente comunista. La storia di questo mese è addirittura una parodia di Fantozzi. A quando la prossima storia? Si spera ancora sull'old boy.

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  6. A quando, non ne abbiamo idea. Ancora sull'Old Boy, sì, sicuramente.

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Non vi sprecate troppo a scrivere ciò che pensate, a nessuno importa davvero.

 

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