venerdì 28 luglio 2017

Letteratura Femminile... ma perchè?


Da un po’ di tempo… in realtà non sappiamo esattamente da quanto, è una specie di precipitato storico, qualcuno di voi si ricorda quando ha imparato chessò ad accavallare le gambe? Ecco uguale. Un giorno ti accorgi che sai accavallare le gambe, un giorno realizzi che in libreria esistono gli scaffali con scritto "Per Lui", "Per Lei", come gli asciugamani per il bidet.

Forse c'è sempre stata questa discriminazione maschi e femmine versione “cultura”… ah, giusto dobbiamo dire di che cosa stiamo parlando, ma la definizione in sé fa così schifo, che posticipiamo sempre il momento in cui pronunciare queste due parole insieme… letteratura femminile.

Un minuto di silenzio, anzi due. Anzi no, legnate a raggiera al primo/a che ha pronunciato questa definizione e a quelli appresso che hanno dato il via al business… perché mi rendo conto che un introito ci sta, sennò non staremmo qui a parlarne. Eppure io non riesco ad andare oltre proprio l’offesa concettuale di questa definizione e lo trovo molto peggio dei corrispettivi televisivi Rai (Amori all’improvviso) e Mediaset (quelli preceduti dall’ “Ohhhh” di Ronan Keating).

Dato che le persone intelligenti quando decidono di parlare di un argomento cercano prima di studiarlo, capirlo e conoscerlo, siamo andate a vedere le copertine… stiamo parlando innanzitutto di libri che quasi sempre sono rilegati con sovraccoperta lucida, titoli sgargianti un po’ come le vecchie edizioni dei tascabili di King giusto per intenderci, solo che quelli riportavano titoli che ti mettevano un brivido, questi ti provocano il vomito e spesso contengono termini acchiappazitella quali “Prada” e “Tiffany”, con qualche variante tipo la formula dei tre verbi “prega, caga, ama” o preghiere strazianti tipo “prendimi con te”, “salvami”, “con te sarà meraviglioso”, ecc….

Lo so, lo so…. anche a noi è salito il crimine, ma fin qui non è nemmeno la parte peggiore.

Andiamo all’immagine di copertina, dove si evince un’ulteriore classificazione tra zitella Under e Over 35, che chiameremo lo spartiacque della disperazione. Per la Over 35 c’è sempre un residuo della Audrey Hepburn di colazione da… "Tiffany" appunto. Per le under c’è la brunetta post adolescente di turno del tipo: "Sono così bella che sento la necessità continua di stare imbronciata, ma in modo molto dolce e ingenuo e devo sempre, proprio sempre indossare un cappello di lana morbido perché sono sempre e ribadisco proprio sempre molto dolce o forse perché soffro di una forma di cervicale cronica".
Il periodo dell’anno è l’Autunno se siamo a New York, Parigi se stiamo d’Inverno, Primavera ed Estate sono un evidente retaggio delle zoccole e non vanno bene… senza contare la palese impossibilità di innamorarsi in altri luoghi del globo, insomma scordatevi la possibilità di una favola d’amore a Belsedere in provincia di Siena, ve dovete trasferì. Le protagoniste si chiamano Tessa, Amelia, Sara... se vi chiamate Jessica o Tamara tornate all’anagrafe e chiedete il cambio in qualcosa di più… dolce.

Okay, abbiamo mentito, per qualche minuto ci siamo fatte forza e la curiosità ha superato lo schifo, abbiamo letto qualche sinossi.

Eilidh (giuro, si chiama così) ha 35 anni e ha il cuore infranto (cit.)

Ambra piange alla finestra (cit.)

Thomas e Sandy, lui nobile, lei di umili origini (cit.)

Pensate che questo sia il peggio? Nient'affatto. Ora facciamo una breve digressione personale, ci assicurano che inserire un elemento di vita vissuta nei post di un blog faccia empatizzare coi lettori, quindi pure noi. Dovete sapere che questa piaga della "letteratura femminile" ha colpito anche noi, inspiegabilmente, visto che Rita non ha il ciclo dal 1998 e Silvia coltiva leiomiomi solo per addestrarli come foreign fighters. Infatti ci è capitato spesso che gli editori ci facessero questa sibillina richiesta: "siete due donne, scrivete una storia con un'impronta femminile".

Un minuto di silenzio, per piacere.

Noi ci siamo a lungo interrogate su cosa sia "un'impronta femminile", non so, dobbiamo allegare un assorbente a quello che scriviamo? Dobbiamo lasciare l'orma del rossetto? Dobbiamo organizzare eventi "in rosa"? Dopo una lunga crisi, abbiamo capito che l'impronta femminile richiesta è esattamente questo: redigere una storia in cui le donne sono come gli uomini vogliono che siano. Quindi un po' troie, un po' lesbiche, ma dolci e sensibili, preferibilmente inquadrate di culo.

E niente. Volevamo chiudere il post in modo sagace e arguto, ma per farlo dovremmo essere Selvaggia Lucarelli. Lei saprebbe cosa dire, noi andiamo a comprare la biografia di Lou Ferrigno e speriamo che una guerra termonucleare ci riporti ai vecchi valori.

Figlie della Serva ©

PS: ma agli autori maschi chiedono mai di mettere "un'impronta maschile" nelle loro storie? E con questo interrogativo, Demo... sigla.

14 commenti:

  1. Eilidh ha 35 anni e ha il cuore infranto e nel crepuscolo legge la bio di Lou Ferrigno, ma Ambra non tornerà anche se piange alla finestra. Lou è sagace ed arguto, ma non al punto da scrivere la sua bio - il suo massimo è stato un racconto in cui una guerra termonucleare riportava le sue vecchie amiche Eilidh ed Ambra ai vecchi valori - e quindi si è rivolto ai ghost writers Thomas e Sandy, lui nobile, lei di umili origini. Thomas prende sempre per il lato b Sandy perchè è nobile e lei di umili origini e così Sandy piange alla finestra ed apre uno dopo l'altro i cassetti della scrivania di Lou fino a che si imbatte in un racconto di vecchi valori come la guerra termonucleare che rimaneggia dandogli una imrponta femminile. Cinelandia adora la storia e ne cava un ciclo con foreign fighters la cui firma è una ombra di rossettto e i libri di Sandy vendono come i vecchi tascabili di King.

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  2. Crepa, il caldo non ti fa bene.
    Ti leggo peggiorato.

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  3. Temo sia vero, ma non è il caldo. La multinazionale che controlla il service per cui sono vice aiuto apprendista consulente sta valutando la possibilità di giustificare alcuni spostamenti di risorse ( dindi ndr ) via la pubblicazione di una collana di chick lit. Sto leggendo centinaia e centinaia di storie con Tiffany e Jessica che fanno colazione sui gradini della anagrafe dove aspettano di entrare per addolcire il loro nome e zuccherarsi il futuro e questo abbrustolisce il mio neurone solitario come nemmeno dieci giorni nel deserto colorato di un vecchio Tex in b/n. Vorrei davvero fosse autunno a Nuova York o inverno a Parigi.

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  4. Leggo in wikipedia che Lou ha doppiato Hulk nei films in cui Bruce Banner era Eric Bana , Ed Norton e Mark Ruffalo. Notevole. Mi piacerebbe vederlo doppiare Adrien Brody ( che ha prestato il suo muso affilato anche al dr Morgue ndr ) che interpreta Darcy in Orgoglio e Pregiudizio. O Liz Bennet.

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  5. Una miniserie di sei formato tascabile alla Diabolik con due sorelle che ricordano Rossella O' Hara e Liz Bennet come fossero Lou Ferrigno en travesti. Sono innammorate dello stesso uomo che lavora in una gioielleria tipo Tiffany da cui ha sottratto risorse ( dindi ndr ) per pagare i suoi debiti di gioco. Le due zitelle lo sanno. Liz lo protegge e Ross lo ricatta. Testi in stile Piero Chiara incontra Richard Stark. Disegni combo delle Clamp e di lauzier.

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  6. Comunque Crepa non usa mai virgole, solo i punti, coincidenze? Io non credo.

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  7. I punti sono definitivi. Le virgole lasciano sempre un margine di speranza, come te quando usi due puntini di sospensione al posto di tre..

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  8. I due puntini in loco di tre sono un segno dell'imminente Ragnarok. Temo non sia nemmeno colpa degli sms prima e WhatsApp poi. Ho un ricordo confuso di antichi fumetti in cui i puntini sospesi potevano essere due come quattro. Forse qualche Tiramolla.

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  9. Amo le virgole, sia chiaro, e sono perfettamente in grado, quando è il caso, di seminarle dove occorre, permettendo al lettore di tirare il fiato, come è giusto sia, mentre prova la gioia di sincronizzare il suo orecchio interno colla prosa.

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  10. Kolla Prosa sognava una virgola persa nel Mare della Sospensione alla ricerca di un Punto Fermo che fosse per lei pane e formaggino come il Darcy della Austen. Cortometraggio di animazione low budget di Bill Plympton. Premio speciale in qualche festival. Nessuna reale possibilità di vederlo proiettato in qualche sala europea.

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  11. Ma chi sei crepuscolo?

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  12. E' un bot. Mario? Dimmi che sei il nostro Mario, il nostro famoso hater.

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  13. vi fa piacere che Charlize Theron in Atomica bionda: "è Picchiata come Bruce Willis in Die Hard e anche di più? In fondo è parità dei sessi.

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Non vi sprecate troppo a scrivere ciò che pensate, a nessuno importa davvero.

 

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